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Published on Giugno 21st, 2015 | by Vincenzo Foppa

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“Laudato sì” L’Enciclica di Papa Francesco sulla cura della casa comune

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L’enciclica “Laudato sì”sulla cura della casa comune è stata presentata alle 12 del 18 giugno in Vaticano. Papa Francesco esprime in questo documento l’esito di numerose sue riflessioni sull’ambiente, il clima, l’ecologia e il rispetto per la Terra intesa come Casa Comune dell’Umanità.

Laa nuova enciclica di Papa Francesco ha una grande dimensione ecumenica, perché rappresenta un appello all’unità dei cristiani: unità nella preghiera per l’ambiente e nello stesso Vangelo della creazione, per rispettare e amare tutti e tutto ciò che ci è dato da Dio.

La seconda enciclica di papa Francesco prende le mosse dal Cantico delle Creature di Francesco D’Assisi. Ad esso si richiama anche il titolo scelto, volutamente espresso con le parole italiane del volgare umbro del XIII e che (caso del tutto eccezionale) non verrà mai tradotto, nemmeno nella versione in latino.

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L’enciclica Laudato Si’ rappresenta un  passo importante per Papa Francesco e per la Chiesa: scegliere di esprimersi su temi così scottanti, su questioni  che toccano equilibri politici e interessi economici  potenti fa tremare i polsi a molti. Ma Papa Francesco ha già affermato a gran voce che “questa economia uccide” e in questa enciclica la sua denuncia va nella stessa direzione. Ancora una volta papa Francesco dimostra di saper parlare chiaro mettendoci in guardia dal continuare comportamenti individuali scellerati ma anche dal tollerare scelte economico/finanziarie disumane,  ricordandoci  che tutto nell’universo è “carezza di Dio”.

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Sfidati dalla forza e dalla credibilità di papa Francesco, non ce la possiamo cavare con una risposta svogliata e superficiale.  Comunque possiamo pensarla, qualunque sia il nostro livello di fede, l’enciclica ci chiede risposte immediate. Anche le modalità di presentazione rappresentano una novità e spingono ad un richiamo deciso nell’opera di sensibilizzazione e di responsabilizzazione. Circa un mese fa, infatti, il Papa ha inviato il documento a tutti i vescovi del mondo, con l’obiettivo di diffonderlo con capillarità in tutte le diocesi.

Laudato Si’ è innanzitutto una preghiera al Dio creatore, una lode a Colui che ha fatto i cieli e la terra e li ha popolati con la vegetazione e con tutti gli esseri viventi per poi affidare tutto alla guida dell’uomo e della donna. Ed è quindi un appello accorato agli uomini perché non disperdano il patrimonio che è stato loro affidato, perché ne abbiano cura e lo preservino per tutte le popolazioni e per le generazioni future. Un inno alla natura e alla condivisione equa delle sue risorse.

CARDINALE PETER TURKSON METROPOLITA JOHN ZIZIOULAS

Non è un caso che l’enciclica è stata presentata in Vaticano in “forma condivisa”: da un cardinale,Peter Turkson, da un rappresentante del patriarcato ortodosso di Costantinopoli, Giovanni Zizioulas, e da uno scienziato estremamente autorevole sui temi trattati,  John Schellenhuber. Così che sia chiaro che il tema dell’ambiente  non può prescindere dalla condivisione di obiettivi comuni, è un impegno che deve riguardare tutti.  Più forte di ogni barriera, avulso da qualsiasi dogma, attinente all’uomo in quanto tale.

Dopo Laudato si’, quindi, è Casa Comune la parola chiave di questo magnifico documento del quale, sì, sentivamo la necessità.

Il commento di Don Bruno Bignami

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L’enciclica Laudato sì (LS) è il primo documento sociale di papa Francesco. La novità è che per la prima volta la dottrina sociale della Chiesa (DSC) si cimenta in una riflessione articolata sulla crisi ecologica.

Quando si parla di problemi ambientali, facilmente si apre il «libro delle lamentazioni» a causa delle ripetute catastrofi. Il degrado ambientale mostra il volto della terra sfigurato. Tuttavia, papa Francesco non cade vittima del pessimismo. Cerca di assumere lo sguardo di Dio sulla creazione. Esistono drammatiche situazioni d’inquinamento, ma l’uomo è «capace di» bene. Ha mostrato di saper risanare fiumi inquinati, di recuperare boschi o abbellire paesaggi, di progettare città d’arte, di produrre energia rinnovabile… «La speranza ci invita a riconoscere che c’è sempre una via di uscita, che possiamo sempre cambiare rotta» (n.61).

Stando alla LS, emergono due questioni etiche fondamentali: la necessità di superare la cultura dello scarto e di promuovere l’ecologia umana.

Siamo sommersi di rifiuti d’ogni genere. La terra sembra essersi trasformata in un deposito di immondizie e molte scelte si sono rivelate irreversibili sulla vita delle persone. E’ la logica della cultura dello scarto, «che colpisce tanto gli esseri umani esclusi quanto le cose che si trasformano velocemente in spazzatura» (n.22). Il criterio etico che emerge è quello dell’«usa e getta». Le persone finiscono per essere ridotte a oggetti.

L’enciclica approfondisce anche il concetto di «ecologia umana». L’espressione fa riferimento alla cura dell’uomo «contro la distruzione di se stesso» (LS 79), ma apre ad una visione antropologica dove l’umanità è pensata in termini di «uscita». La cura di sé è diventata l’ossessione del nostro tempo: l’esito è un addestramento al dispotismo e all’indifferenza. Così, «il deterioramento etico e culturale» (n.162) accompagna quello ecologico: lo prepara e lo sostiene. Molti problemi sociali odierni, infatti, sono in relazione con la ricerca egoistica della soddisfazione immediata, con la crisi dei legami, con la difficoltà a riconoscere l’altro.

Pertanto, la conversione ecologica è urgente: «una strategia di cambiamento reale esige di ripensare la totalità dei processi» (n.197). Se è vero che è sempre possibile sviluppare una nuova «capacità di uscire da se stessi» (n. 208), la prima trasformazione è quella interiore. LS invoca uno sforzo di formazione delle coscienze, allenate alla gratuità. I problemi sociali possono avere risposte adeguate solo tessendo reti comunitarie, non cercando semplicemente l’interesse particolare di ciascuno. Per questo la conversione ecologica è anche conversione comunitaria. Mette in campo stili di vita sobri.

L’enciclica non pecca di astrattezza. Si può ben spigolare al suo interno le proposte di atteggiamenti ecologicamente sostenibili: riguardano i singoli e le città, i beni comuni e la spesa familiare, l’educazione e la cittadinanza. Non manca neppure l’indicazione di piccole azioni quotidiane capaci di tutelare l’ambiente: «evitare l’uso di materiale plastico o di carta, ridurre il consumo di acqua, differenziare i rifiuti, cucinare solo quanto ragionevolmente si potrà mangiare, trattare con cura gli altri esseri viventi, utilizzare il trasporto pubblico o condividere un medesimo veicolo tra varie persone, piantare alberi, spegnere le luci inutili, e così via» (n.211). Tutto ciò appartiene al bene se diviene un atto di amore verso la creazione e se esprime la dignità umana. E’ un impegno affidato ad ogni credente e ad ogni uomo di buona volontà.

Il testo integrale dell’enciclica LAUDATO SI Il testo integrale dell’enciclica LAUDATO SI

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