L’Ac sostiene la campagna “Questo è il mio corpo”

Punire il cliente dello sfruttamento sessuale, per togliere guadagno alle organizzazioni criminali e combattere così lo sfruttamento di persone vulnerabili.

«Questo è il mio corpo» è una campagna per la liberazione delle vittime di tratta e sfruttamento, promossa dalla Comunità Papa Giovanni XXIII. Da 30 anni la Comunità si batte al fianco delle ragazze vittime di prostituzione per costruire con e per loro una vita dignitosa www.questoeilmiocorpo.org

Si stima siano tra le 75.000 e le 120.000 le vittime in Italia – Più di 3.000.000 i clienti – 65% opera in strada – 37% vittime tra i 13 e 17 anni – Paese di provenienza 36% Nigeria.

La prostituzione è sempre abusante: a chi vorrebbe difendere la libertà sessuale di chi va con le prostitute rispondiamo che è una “libertà” esercitata nei confronti di una persona che non è libera e non ha scelta, soggetti deboli, a volte poco più che adolescenti, privati dei documenti, sradicati dal loro paese, non in grado di difendersi e di reagire. Un consenso apparentemente libero nasce da una catena di sopraffazioni che culmina con il cliente che quasi sempre conosce questa situazione, e diventa lui stesso uno sfruttatore.

Nell’esperienza delle unità di strada, operatori, volontari, nella vita che passa nelle case di accoglienza, abbiamo capito che l’unico modo che si ha per combattere questa schiavitù è colpire la domanda, ovvero il cliente. Molte legislazioni europee già lo fanno la più recente è quella francese di aprile 2016. In Svezia, Finlandia, Norvegia, Islanda, Irlanda del Nord e Francia vige il “modello nordico”, che punisce il cliente. I numeri attestano che questo è un sistema efficace, che ha esercitato un enorme deterrente sulla tratta ai fini di sfruttamento sessuale. In Svezia il numero di persone che si prostituiscono è diminuito del 65% in seguito all’applicazione della legge, in Norvegia del 60%. Secondo la polizia svedese, il provvedimento ha esercitato un notevole effetto deterrente sulla tratta. La legge ha anche modificato l’opinione pubblica in brevissimo tempo: prima a favore della criminalizzazione del cliente era il 30% della popolazione, oggi il 70%. Al 2015 circa 18 mila sono i clienti denunciati. In Italia verrebbero liberate l’80% delle attuali schiave. La legislazione francese è stata approvata nell’aprile 2016 e prevede che chiunque venga sorpreso con una prostituta sia multato alla prima infrazione di 1.500 € e di 3.750 alla seconda oltre a far iscrivere il reato sulla fedina penale. I trasgressori devono inoltre frequentare un corso sui danni legati alla prostituzione. La legge dà la possibilità a chi viene da un altro paese e vive in clandestinità, perché si prostituisce, di  acquisire una residenza temporanea per cercare un altro lavoro.

La campagna propone delle azioni per chiedere al nostro Parlamento e al Governo una legge che sanzioni il cliente (in Parlamento c’è la proposta di legge Bini). L’adesione dell’Azione Cattolica Italiana è importantissima. Camminiamo insieme per debellare questa piaga, questa moderna schiavitù! Chiediamo il coinvolgimento dell’opinione pubblica attraverso la firma di una petizione: Clicca qui!!!

 

Nella foto Caterina Bini Deputata del PD, prima firmataria della proposta di legge per introdurre sanzioni per i clienti delle prostitute: “multa da 2.500 a 10.000 € e reclusione fino a un anno in caso di reiterazione o servizi sociali”

Deputati firmatari: Bini, Lupi, Melilla, Luciano Agostini, Calabrò, Cani, Carella, Cova, D’incecco, Fioroni, Giulietti, Iacono, Iori, La Marca, Losacco, Minnucci, Morani, Naccarato, Nicoletti, Oliverio, Parrini, Patriarca, Petrini, Preziosi, Ribaudo, Sammarco, Senaldi, Tacconi, Taricco, Zanin, Zappulla, Zardini.

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