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Liturgia e celebrazione

Published on Giugno 23rd, 2014 | by Vincenzo Foppa

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Festa del Corpus Domini: origini e significato

La festa del Corpus Domini ha avuto origine in un determinato contesto storico e culturale: è nata con lo scopo ben preciso di riaffermare apertamente la fede del Popolo di Dio in Gesù Cristo vivo e realmente presente nel santissimo Sacramento dell’Eucaristia.

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Come nasce questa solennità ?

Nei primi tempi della  Chiesa non si riteneva necessario festeggiare in modo particolare la Santissima Eucarestia, poichè la sua festa era già la celebrazione quotidiana della Messa. Ma dal 1208, la Beata Giuliana di Cornillon, suora belga presso Liegi, ebbe una visione, vedeva il disco lunare splendente, ma con su un lato una piccola linea scura; la suora capì che la luna rappresentava la Chiesa presente, nella quale mancava ancora una solennità in onore del SS. Sacramento.

Beata Giuliana

 La Beata di Liegi riferì ciò alle autorità religiose locali, fra i quali l’arcidiacono della cattedrale di Liegi, Giacomo Pantaleone di Troyes, così la festa fu istituita, a livello locale, dal vescovo di Liegi, Roberto di Thorote che la celebrò personalmente.

L’estensione della festa alla Chiesa Universale

Dopo qualche anno, nel 1262, saliva al soglio pontificio Giacomo Pantaleone, l’arcidiacono di Liegi, col nome di Urbano IV che, dopo il miracolo eucaristico di  Bolsena che constatò con i propri occhi, istituì la solennità del Corpus Domini a livello universale, con la bolla Transiturus de hoc mundo, in data 11 agosto 1264.

miracolo-bolsena

 Nella Bolla di istituzione scrive: “Sebbene l’Eucaristia ogni giorno venga solennemente celebrata, riteniamo giusto che, almeno una volta l’anno, se ne faccia più onorata e solenne memoria. Le altre cose infatti di cui facciamo memoria, noi le afferriamo con lo spirito e con la mente, ma non otteniamo per questo la loro reale presenza. Invece, in questa sacramentale commemorazione del Cristo, anche se sotto altra forma, Gesù Cristo è presente con noi nella propria sostanza. Mentre stava infatti per ascendere al cielo disse: «Ecco io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo» (Mt 28,20)”.

Il miracolo di Bolsena

Il Pontefice stesso volle dare l’esempio, celebrando la solennità del Corpus Domini a Orvieto, città in cui allora dimorava. Proprio per suo ordine nel Duomo della Città si conservava – e si conserva tuttora – il celebre corporale con le tracce del miracolo eucaristico avvenuto l’anno prima, nel 1263, a Bolsena.

Raffaello

Un prete boemo, mentre era in pellegrinaggio verso Roma, si fermò a celebrare l’Eucarestia a Bolsena ed al momento dello spezzare l’ostia consacrata, fu pervaso dal dubbio che essa contenesse veramente il corpo di Cristo. A fugare i suoi dubbi, dall’ostia uscirono allora alcune gocce di sangue che macchiarono il bianco corporale di lino liturgico (attualmente conservato nel Duomo di Orvieto) e alcune pietre dell’altare tuttora custodite in preziose teche presso la basilica di Santa Cristina a Bolsena.

Duomo di Orvieto

La data della Solennitá

Questa festa è di precetto e viene celebrata il giovedì della II settimana dopo quella di Pentecoste.

Papa Francesco celebra Corpus Domini

A Roma la celebrazione, presieduta dal Romano Pontefice, si svolge infatti il giovedì dopo la solennità della SS. Trinitá nella basilica di S, giovanni in Laterano, per poi concludersi con la processione tradizionale fino alla basilica di Santa Maria Maggiore, presieduta dal Papa, Vescovo di Roma. Nella stessa data si celebra in quei paesi nei quali la solennità è festa civile: nei cantoni cattolici della Svizzera, in Spagna, in Germania, Croazia,Polonia,Brasile,Austria e a San Marino..

 Invece nel resto d’Italia, e in quelle nazioni dove essa non è festa di precetto, si celebra la domenica successiva, in conformità con le Norme generali per l’ordinamento dell’anno liturgico e del calendario.

Il senso della Festa e i gesti che si compiono in essa

Adorazone

1. STARE davanti al Signore – l’essere riuniti

La partecipazione all’Eucaristia da sempre vede riunirsi e stare insieme persone provenienti da condizioni molto diverse.  Si “aprono le porte” delle chiese e tutti si ritrovano insieme presso il Signore per essere una cosa sola a partire da Lui. Perché è proprio Lui, il Signore presente nella SS. Eucaristia, che ci fa un corpo solo e rende possibile che la molteplicità converga nell’unità della Chiesa.

2. CAMMINARE con e verso il Signore – la processione

Celebrare il “Corpus Domini” significa camminare verso il Signore e con il Signore e, di conseguenza, celebrare il senso autentico della vita: questa non è un vagare senza meta nella solitudine.  Il procedere pubblico dei cristiani per le vie della città dell’uomo verso il Signore e con il Signore è la testimonianza visibile di un modo nuovo di intendere la vita e la storia; un modo nuovo che ci è stato donato per grazia e che a tutti deve essere trasmesso.

3. INGINOCCHIARSI alla presenza del Signore – l’adorazione

Se la celebrazione del “Corpus Domini” si realizza nello stare davanti al Signore e nel camminare verso di Lui alla sua presenza, questa stessa celebrazione trova espressione quanto mai ricca di significato anche nell’atto dell’adorazione. In tal modo la Chiesa afferma la verità delle cose e, insieme, la sua suprema libertà. Solo chi piega le ginocchia e il cuore davanti a Dio può vantare la libertà vera, quella dalle potenze del mondo, dalle schiavitù antiche e nuove del secolo presente.
L’adorazione autentica è l’amore, la conformità all’Amato, che ridona verità alla nostra vita e ricrea il nostro cuore.

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