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Approfondimenti

Published on Maggio 21st, 2015 | by Giovanni Fiumi

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Anniversario dell’apparizione

Martedì 26 maggio ricorre il 583esimo anniversario dell’apparizione della Madonna a Caravaggio. Come sempre sarà intenso il programma celebrativo della giornata, con le principali liturgie che saranno presiedute dal vescovo di Cremona, mons. Dante Lafranconi. Santa Maria del Fonte è compatrona della diocesi di Cremona insieme a sant’Omobono.

LE CELEBRAZIONI DEL 26 MAGGIO

Nella chiesa parrocchiale S. Stefano di Mozzanica alle ore 17.00 (ora dell’apparizione) inizierà la recita del Rosario seguita dalla Messa concelebrata da Don Giuseppe Bernardi Pirini e Don Gabrile Mainardi.

Al Santuario S. Maria del Fonte presso Caravaggio la giornata inizierà con le Messe celebrate in basilica alle 6.30 e alle 8.30.

Alle 10 il vescovo Dante Lafranconi presiederà il solenne pontificale. La processione dei sacerdoti prenderà avvio dal Centro di spiritualità del Santuario, facendo tappa anche presso il sacro Fonte prima dell’ingresso in basilica. L’animazione musicale sarà come sempre affidata alla “Unione Corale don Domenico Vecchi”, diretta dal maestro Giovanni Merisio e accompagnata all’organo dal maestro trevigliese Luca Legnani. Al termine della Messa il Vescovo impartirà la benedizione papale con annessa indulgenza plenaria.

Nel pomeriggio, a partire dalle 14.30, in basilica la recita del Rosario continuato. Sino alle 16.40, quando vi sarà la memoria dell’Apparizione con la lettura dello storico racconto e l’aspersione dei fedeli con l’acqua benedetta. Seguirà il canto del Vespro, presieduto dal Vescovo.

A chiudere l’intensa giornata la Messa delle 18 in basilica.

Tutte le celebrazioni potranno come sempre essere seguite in diretta audio sul sito internet del santuario: www.santuariodicaravaggio.org.

L’ANTICA STORIA DELL’APPARIZIONE

L’anno 1432 dalla nascita del Signore, il giorno 26 maggio alle ore cinque della sera, avvenne che una donna di nome Giannetta oriunda del borgo di Caravaggio, di 32 anni d’età, figlia di un certo Pietro Vacchi e sposa di Francesco Varoli, conosciuta da tutti per i suoi virtuosissimi costumi, la sua cristiana pietà, la sua vita sinceramente onesta, si trovava fuori dall’abitato lungo la strada verso Misano, ed era tutta presa dal pensiero di come avrebbe potuto portare a casa i fasci d’erba che lì era venuta a falciare per i suoi animali.

Quand’ecco vide venire dall’alto e sostare proprio vicino a lei, Giannetta, una Signora bellissima e ammirevole, di maestosa statura, di viso leggiadro, di veneranda apparenza e di bellezza indicibile e non mai immaginata, vestita di un abito azzurro e il capo coperto di un velo bianco.

Colpita dall’aspetto così venerando della nobile Signora, stupefatta Giannetta esclamò: Maria Vergine!

E la Signora subito a lei: Non temere, figlia, perché sono davvero io. Fermati e inginocchiati in preghiera.

Giannetta ripose: Signora, adesso non ho tempo. I miei giumenti aspettano questa erba.

Allora la beatissima Vergine le parlò di nuovo: Adesso fa quello che voglio da te…

E così dicendo posò la mano sulla spalla di Giannetta e la fece stare in ginocchio. Riprese: Ascolta bene e tieni a mente, perché voglio che tu riferisca ovunque ti sarà possibile con la tua bocca o faccia dire questo…

E con le lacrime agli occhi, che secondo la testimonianza di Giannetta erano, e a lei parvero come oro luccicante, soggiunse:

L’altissimo onnipotente mio Figlio intendeva annientare questa terra a causa dell’iniquità degli uomini, perché essi fanno ciò che è male ogni giorno di più, e cadono di peccato in peccato. Ma io per sette anni ho implorato dal mio Figlio misericordia per le loro colpe. Perciò voglio che tu dica a tutti e a ciascuno che digiunino a pane ed acqua ogni venerdì in onore del mio Figlio, e che, dopo il vespro, per devozione a me festeggino ogni sabato.

Quella metà giornata devono dedicarla a me per riconoscenza per i molti e grandi favori ottenuti dal Figlio mio per la mia intercessione.

La Vergine Signora diceva tutte quelle parole a mani aperte e come afflitta. Giannetta disse: La gente non crederà a me.

La clementissima Vergine rispose: Alzati, non temere. Tu riferisci quanto ti ho ordinato. Io confermerò le tue parole con segni così grandi che nessuno dubiterà che tu hai detto la verità.

Detto questo, e fatto il segno di croce su Giannetta, scomparve ai suoi occhi.

Tornata immediatamente a Caravaggio, Giannetta riferì tutto quanto aveva visto ed udito. Perciò molti – credendo a lei – cominciarono a visitare quel luogo, e vi trovarono una fonte mai veduta prima da nessuno.

A quella fonte si recarono allora alcuni malati, e successivamente in numero sempre crescente, confidando nella potenza di Dio. E si diffuse la notizia che gli ammalati se ne tornavano liberati dalle infermità di cui soffrivano, per l’intercessione e i meriti della gloriosissima Vergine Madre di Dio e Signore nostro Gesù Cristo.


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